Rimborsopoli, le tangenti, miracoli e santi in paradiso
Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, sembrerebbe avere dei disturbi della personalità. Nel giro di poche ore è passato dell’etichettare la magistratura italiana come “la schifezza che mette sotto accusa il suo vice e non si occupa invece della mafia e della camorra che sono arrivate sino al Nord”, ad affermare lapidario, riferendosi all’ultimo scandalo in cui è rimasto invischiato Fabio Rizzi, esponente del carroccio, presidente della commissione sanità della regione Lombardia e braccio destro di Roberto Maroni, “Chi sbaglia davvero non merita la Lega. Ma spero che le accuse si rivelino una bufala”.
Rizzi che fra l’altro, dopo l’arresto del vicepresidente Mantovani, anche lui leghista, avvenuto alcuni mesi fa, aveva acquisito ancora maggior intesa con il presidente Maroni è anche il padre della riforma sanitaria di cui la giunta di Maroni e’ sempre andata fiera. Medico anestesista e rianimatore cinquantenne, con la passione per la pesca vive da tempo con il pappagallo Gianni regalatogli dal padre, è finito in galera con l’accusa di aver favorito una società privata che fornisce servizi e materiali dentistici ricevendo in cambio il finanziamento dell’ultima campagna elettorale. Maroni è allibito e Salvini di cui Rizzi è ottimo amico aggiunge, mettendo le mani avanti “Spero che i magistrati non siano in in campagna elettorale. È accaduto altre volte”. La tesi del complotto naturalmente non può mancare.
Ma quanta diversità rispetto alla difesa sopra le righe dell’amico Rixi :”Se so che qualcuno nella Lega sbaglia sono il primo a prenderlo a calci nel culo e sbatterlo fuori. Ma Rixi è un fratello e lo difenderò sino all’ultimo”. E poi la tirata contro quella schifezza che è la magistratura. Parole forti che hanno generato le proteste dell’associazione magistrati. Ed è forse questo il motivo per cui il segretario del carroccio avrebbe abbassato i toni. O invece Rizzi è troppo compromesso, tanto che è già stato arrestato.
Certo è che gli arresti in Lombardia hanno generato subito i commenti graffianti della sinistra della Regione Liguria. Raffaella Paita, capogruppo del Pd cinguetta velenosa “Arrestato il presidente della commissione sanità lombarda. Questo è davvero il modello che la giunta Toti vuole seguire”. Anche perché il provvedimento restrittivo ha un’attinenza maggiore nella nostra regione visto che in consiglio si sta discutendo proprio il libro bianco della sanità, ispirato al modello di riforma della Lombardia,
un documento in cui Pippo Rossetti, consigliere del Pd ed ex assessore al bilancio, trova maggiori somiglianze con il “libro cuore” che con un piano strategico.
Eppure, al di là della battaglia politica sul futuro della sanità ligure, rimane la diversità di reazioni dei nostri politici. Del differente tenore delle dichiarazioni di Salvini qualche giorno fa a favore di Edoardo Rixi si è già parlato. Rimane però da registrare che il segretario della Lega Nord, forcaiolo d’antan, sale in cattedra per sostenere l’innocenza del suo vice ma si dimentica di prendere le difese del presidente della Regione Francesco Bruzzone, anche lui leghista come Rixi, e del consigliere di Fratelli D’Italia Matteo Rosso, a rischio Severino, dopo il rinvio a giudizio per il loro coinvolgimento nella vicenda “rimborsopoli/spese pazze”. Come dire che Rixi a differenza degli altri può veramente contare, all’interno del carroccio, su un santo in paradiso. E che Santo, un santo per fratello.
Ma ognuno è libero di intrattenere con le entità superiori il rapporto che giudica più consono. Il terzo inquisito, Matteo Rosso, per esempio, una settimana fa su Twitter
ha preso commiato dai suoi fans e si è reso irreperibile per partecipare a Lourdes alla XXIV giornata mondiale del malato spiegando” vivere qualche giorno a Lourdes e un’esperienza meravigliosa che mi ha sempre aiutato a non dimenticare quali sono le priorità come la solidarietà verso chi soffre e l’altruismo. Un’esperienza che consiglio a tutti”. Insomma , per metterla in battuta, se un imputato ha un santo in paradiso un altro prova ad andare a caccia di miracoli. Con buona pace dei colleghi dell’opposizione che su rimborsopoli, scandalo in cui trasversalmente sono coinvolti tutti i partiti, esclusi i pentastellati, non cinguettano affatto. Gli ultimi coinvolti sono stati il parlamentare di Forza Italia Sandro Biasotti e il console della compagnia Pietro Chiesa Tirreno Bianchi. Ma in Regione nessuno, nonostante l’allargamento del gruppo dei politici inquisiti, ha rotto il voto del silenzio. Cose che nemmeno in un monastero certosino.
Comunque vorrei dedicare a Rixi, a Rosso a Salvini e agli omertosi della casta due citazioni dalle sacre scritture sulle quali meditare. “Beati i perseguitati per la giustizia perché di essi è il regno dei cieli ” (Matteo 5,10) e “Beato l’uomo che ha cura del debole, nel giorno della sventura il signore lo libera”(salmo 41, 2).
Max Turbatore


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